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La nostra storia

E’ il 28 febbraio 1894 quando il marchese Carlo Ginori esce dal suo neo-garage di via Taddea con la sua rombante Panhard-Levassord, la prima automobile che percorrerÓ le strade cittadine. I fiorentini, con a capo il sindaco marchese Pietro Torrigiani, accolsero la vettura al Parco delle Cascine, futuro luogo di aggregazione di tutti i pionieri dell’automobilismo, dove la domenica mattina i nobili fiorentini, tra cui lo stesso maestro Puccini con la fedele De Dion carrozzata "tonneau", si divertivano ad imitare i parigini nelle "gimcane". Fu dalla passione di questo gruppo di precursori che il 3 febbraio 1900 nacque l’Automobile Club Firenze (allora Club Automobilisti Fiorentini). Sottoscritto l’atto da 34 soci fondatori, ebbe come primo presidente il principe Piero Strozzi, personalitÓ importante anche a livello nazionale visto che nel 1906 succederÓ a Carlo Ginori Lisci alla presidenza del Club italiano. Scopo principale dell’associazione era quello di promuovere lo sviluppo dell’automobile nel territorio toscano, oltre che fiorentino. Questi "pionieri dell’auto" furono anche i sovvenzionatori delle prime fabbriche fiorentine tra le quali la pi¨ famosa fu la Fabbrica Toscana Automobili. Rifondata nel 1903 col nome ben pi¨ noto di Florentia, in questi primi anni del secolo sembrava poter concorrere con le fabbriche di Torino e Milano. Tra i suoi clienti pi¨ famosi vi furono la regina Margherita e Gabriele D’Annunzio. A rimuovere alcune diffidenze di inizio secolo nei confronti dei veicoli a motore ci pensarono associazioni e club sportivi che nel 1901, insieme al Corriere della Sera, organizzarono il primo Giro Automobilistico d’Italia che in sedici giorni attravers˛ alcune tra le pi¨ importanti cittÓ italiane, tra le quali Firenze. Fu anche l’anno delle prime gare toscane: la Piombino - Livorno, svoltasi in Versilia in quanto meta delle vacanze fiorentine, e la Antignano-Livorno. Nel 1902 esordý la famosa Coppa della Consuma, una corsa in salita tra le pi¨ antiche. Otto anni dopo il club assumerÓ il nome di Automobile Club di Firenze. Fra le due guerre la societÓ italiana subisce forti cambiamenti e l’auto diviene la regina incontrastata delle vie cittadine con il codice della strada del ’29; all’epoca l’Automobile Club fiorentino annovera giÓ pi¨ di 600 iscritti!
E siamo al secondo dopoguerra: l’auto di massa. Anche Firenze dopo anni difficili ritorna a vivere, il boom economico coinvolge in pieno lo sviluppo e la diffusione dell’auto e la cittÓ viene rimodellata in base alle nuove esigenze. Anche l’Automobile Club Firenze segue questo trend di innovazione, trasferendo la propria sede dal centro storico a Viale Amendola, realizzando un complesso architettonico moderno e funzionale e gettando le basi per diventare il centro servizi di eccellenza che Ŕ oggi.

Ma il boom economico correva veloce. In quegli anni possedere un’auto era diventata una necessitÓ per tutti, sia per recarsi al lavoro, sia per portare la famiglia a fare una gita fuori porta. La crescita di una coscienza civile e stradale, dovuta alla diffusione di massa dell’automobile, signific˛ un ripensamento delle norme di sicurezza per la circolazione ed ebbe riflessi notevoli sulle corse d’auto, sinora troppo segnate dai tragici episodi degli incidenti. In questo clima matur˛ la decisione dell’Automobile Club Firenze, sotto la longeva presidenza dell’Ing. Pasquale Borracci e la direzione del Dr. Amos Pampaloni, di costruire il futuro autodromo del Mugello, inaugurato sotto una pioggia torrenziale il 23 giugno del 1974 e poi acquistato dalla Ferrari nel 1988. I presidenti successivi, Zilletti, Sarti, Lucchesi e Berlincioni, hanno proseguito nell’azione di rafforzamento dell’ente sul territorio, affrontando problemi relativi al traffico, alla viabilitÓ cittadina, ai parcheggi ed alle infrastrutture, nella consapevolezza del ruolo di tutela dei diritti degli automobilisti.

E siamo al 2016: l’Automobile Club Firenze in questi lunghi anni di storia Ŕ sempre stato a fianco di coloro che, per lavoro o per svago, facevano fronte al loro fabbisogno di mobilitÓ ricorrendo all’automobile stessa e svolgendo un’attivitÓ propositiva nei confronti delle autoritÓ grazie a ricerche e a studi approfonditi, non solo sui problemi della circolazione e della sicurezza stradale, ma anche sull’inquinamento ambientale conseguente alla crescita vertiginosa del traffico urbano.
Con orgoglio possiamo affermare di essere ancora un punto di riferimento importante nel settore della mobilitÓ e dei servizi all’automobile.